Rassegna beni culturali

Articoli e contributi sulla tutela dei beni culturali, a cura di

Francesco Verrastro

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25 settembre 2003
 
Andrea Benvenuti
L'Espresso, 25/09/2003
(Patrimonio sos)

Per un giorno, aperte al pubblico collezioni, ville, tenute e borghi degli istituti di credito. Non è certamente il momento migliore per le banche italiane in termini di popolarità. Soprattutto per l'umore dei correntisti che, negli ultimi tempi, hanno visto aumentare le spese e diminuire i rendimenti dei propri risparmi. Ma un fatto è certo: gli istituti di credito sono ormai gli indiscussi paladini della tutela del patrimonio storico e artistico del Belpaese. I più importanti collezionisti del settore privato. Custodi e tesorieri di una memoria d'arte che affonda le radici nell'epoca medievale, attraversa il Rinascimento e scivola via fino al Novecento. L'impegno e le risorse investite per la valorizzazione di uno dei più importanti patrimoni culturali del mondo non ha eguali. Un dato confermato da un ampio ventaglio di interventi: dalle nuove forme di mecenatismo stile terzo millennio alle sponsorizzazioni generose, dalla gestione diretta di interventi culturali e di restauro alla pubblicazione di bellissimi libri d'arte. Un impegno che, l'anno scorso, è stato pari a 250 milioni di euro. La cassaforte di una buona fetta del nostro patrimonio artistico è contenuta proprio all'interno delle banche. O meglio, tra le mura delle loro sedi. E il 20 settembre, cento di questi bellissimi palazzi, sparsi in 70 città italiane, vengono aperti ai cittadini. Ingresso gratuito, naturalmente. Un'occasione unica per ammirare da vicino tesori nascosti al grande pubblico. Tutto grazie alla seconda edizione di "Invito a Palazzo", iniziativa targata Abi, l'Associazione bancaria italiana, con i patrocini della presidenza della Repubblica e del ministero per i Beni culturali. Un'operazione di alto livello. E di sicuro successo visto l'interesse di milioni di visitatori che, ordinatamente, sfidano lunghe attese e giornate torride o piovose, per entrare nei musei. E in questo caso, tra palazzi storici, quadri, sculture, oggetti d'arte, antichi borghi e ville (novità dell'edizione 2003), la curiosità non rimarrà delusa. C'è n'è per tutti i gusti. Sei i percorsi previsti: dall'archeologia all'architettura, dalle collezioni d'arte ai giardini, dalle mostre alla pittura. Interessante l'offerta nelle piccole città. Ad Alba, vicino Cuneo, i lavori di restauro di Palazzo Calissano hanno portato alla luce reperti archeologici della città romana Alba Pompeia del primo secolo dopo Cristo. A Cento, nei dintorni di Ferrara, il pezzo forte di Palazzo Rusconi è il salone che ospita opere del Guercino; mentre a Ferrara è possibile visitare la Palazzina di Marfisa d'Este, costruita intorno al 1559 per desiderio di Francesco d'Este, figlio di Alfonso I e di Lucrezia Borgia. L'elenco potrebbe continuare a lungo. A Serralunga d'Alba, la tenuta di Fontanafredda, donata da Vittorio Emanuele II alla Bella Rosina, moglie morganatica del sovrano, con un sentiero che si snoda tra la piccola chiesa, il lago dei cigni e il borgo secolare. E per gli amatori di tesori d'arte e curiosità, non solo palazzi. A Vìcenza, infatti, da non perdere la visita a Palazzo Leoni Montanari perché, accanto ai capolavori dell'arte veneta, è conservata una collezione di icone russe unica in Occidente. A Palermo aperte le porte di Villa Zito, museo della civiltà siciliana, con collezioni di vasi ellenistici provenienti da diversi siti archeologici dell'isola, una ricca collezione numismatica e filatelica. A Novara, infine, la primadonna di Palazzo Bellini sono le collezioni di coralli siciliani, lavorati a virgola, a foglia e a mezzaluna.

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